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YOUT

 

qui ci sono tanti testi di canzoni che ho scritto, alcune sono vecchie davvero: ci ho messo pure le peggiori cose che mi sono uscite al liceo, non so, credo abbiano bisogno di uno spazio.

 

 

Gli Immigrati                                                           Ottobre 2015

 


Lei mi fa tremare ancora le ginocchia

ma non niente, solo memoria,

se la vedessi di sfuggita in citt alta...

noi siamo l'unica specie che ricorda.

 

Colto sul fatto, superstite per sbaglio,

con l'anima sul terrazzo,

a San Crescenzio iniziavano le scuole

per una volta senza di me,

con il dolore di andarmene

ed il sole all'incontrario

sui colloqui, sui provini, sui test.

 

E se dopodomani sar a Milano e ci vedremo,

con la faccia che faccio ti sembrer strano,

con il tempo che ho perso fingendo di conoscerti,

tiro sassi al destino ed tutto per aria qui.

 

Stamattina ho scoperto la pioggia,

ti ho rubato un ombrello,

sul passante ferroviario,

ho detonato un bisogno e forse

la tua voce la cosa pi forte che c'

pi forte di me

pi forte del mare di dubbi che

con un quaderno e due astucci

mi pesa nello zaino vuoto in festa del perdono.

 

E se pisci sui tramonti in autostrada e ti senti grande,

come un proiettile scheggiato lanciato da un altro presente,

se fuori muori mentre piove, allora,

nell'occasione di un altrimenti che non vivrai mai,

tu raccogli il vento e spera.

 

E se dovessi cambiare idea,

come il tempo che fa qua,

se dovessi andare via,

allora capir

da una sola lacrima negli occhi

che non le basto e non basta a me

(come emigrare dall'oggi al domani)

anche se va tutto bene, il fatto che

che non le basto e non basta a me.

 

Lei mi fa sudare tuttora le mani

e mi confondono i dettagli preferisco i panorami,

se ti vedessi camminare in lontananza...

noi siamo l'unica specie che aspetta.

 

 

 

Ma ti ricordi?                                                      Novembre 2013

 


Adesso, sai,

potrei anche mettermi a piangere,

ma ho razionalizzato gi troppo

e non ho tempo da perdere, cos

mi metto a scrivere

sulle mie mani che

ho sempre bisogno di altro,

sempre di altro da me, come se,

fosse facile,

abbandonarsi e 

sorridere al tempo che passa,

che passa lontano da me.

 

E tu mi dici che

va tutto bene e che

solo un esame di inglese

ti ha fatta piangere un po,

ma mi raccomando tu stammi bene,

passa gli esami, diventa dottore,

cos un bel giorno verr da te, 

verr da te per farmi curare

e ti dir ma ti ricordi?

stavamo insieme a sedici anni

e a quei tempi tu non salvavi

la vita a nessuno, soltanto a me

 

E non sei tu,

non sono io,

il problema adesso,

anche se a pensarci bene

tutto diverso

e non ho ancora la forza

di scriverti di questo argomento,

ma nel prato vicino a casa tua

stanno costruendo

e io forse guardo a quel cantiere

come guardo a un segno

e ho l'et che avevi tu quando

mi guardavi l in mezzo.

 

Forse dovrei

solo pensare che

siamo tutti diversi

e tu sei diversa da me

che poi alla fine tu

eri diversa anche da

come pensavo che fossi,

l'idea che avevo di te,

ma non so come,

la propensione a mettere le idee

davanti ai fatti che mi trascino

avanti da tempo

 

e ti confesso che a volte ho paura

di questo tempo, di questa atmosfera,

che quasi da sempre proviamo a fermare

con una canzone o un cerimoniale,

ma ti rendi conto che non siamo niente,

pretese ontologiche ed insufficienze,

io cerco dovunque questo presente,

attese infinite all'orizzonte

che riduciamo da bravi bambini

a relazioni e ad accendini,

ma ti ricordi il colore degli occhi,

le tue esigenze ed i miei fiori secchi?

 

E non sei tu,

non sono io,

il problema adesso,

anche se a pensarci bene

tutto diverso

e non la prima volta

che provo a scriverti di questo argomento,

ma nel prato vicino a casa tua

stanno costruendo

e io forse guardo a quel cantiere

come guardo a un segno

e ho l'et che avevi tu quando

mi guardavi l in mezzo.

 

 

Clara                                                                         Dicembre 2014

 


La notte si apprestava

a guardare le case, le luci degli altri

e Clara leggera esplodeva,

contro l'occidente fumava per altri trascorsi

e non scriveva a me,

lei non scriveva a me.

 

Le bruciava la faccia

e le mani innocenti chiedevano aiuto,

come potevo pensare che presto

o pi tardi sarebbe partita?

Mi parlava di Dio

ed io gi pensavo alla vita da suora,

alla vita lontana dal mondo e da me.

 

Scusami se

non mi sono ricordato di te,

ma un po' che

non riesco ad essere qui,

ma un po' che

non riesco ad essere qui.

 

Quando vedevo i suoi occhi bagnati

io immaginavo dei drammi in famiglia,

tipo il padre sparito, un odio celato

o cose cos

ma non capivo che

lei era molto pi di me.

 

"Non ci rivedremo per molto tempo

io vado, convertiti,

faccio qualcosa di grande

fra qualche mese ricordati pensami"

L'avrei baciata ma

aveva una bomba, una bomba nel petto

non era quel tipo di donna.

 

Scusami se

non mi sono ricordato di te,

ma un po' che

non riesco ad essere qui,

ma un po' che

non riesco ad essere

 

e comprer il giornale solo per

conservarlo perch parla di te

e quando mi chiederanno

cosa ne penso di questa storia dell'attentato

io mi dir personalmente scioccato,

io mi dir profondamente colpito

e tante altre cose che non sono te.

 

Scusami se

non mi sono ricordato di te,

ma un po' che

non riesco ad essere qui,

ma un po' che

non riesco ad essere qui,

vorrei sentirmi dire

"dove credi di andare"

vorrei la fine

della civilt occidentale,

vorrei a fine

della civilt occidentale.

 

 

 

Pioveva a primavera                                               Marzo 2013

 


Piove cos e le cose finiscono

ed primavera ormai gi da un po.

Piove, ti dico, che il cielo nuvolo:

questo tutto quello che so.

Perch

piangono gli alberi

e chiedono miracoli che

non avverranno mai,

non per noi.

 

Perch ti ripeto le cose finiscono?

e ti disegno fantasmi per aria

tu mi ricordi che dietro cՏ il sole

e la vita bella perch varia,

ma io

imploro una pausa

ed ho quella nausea che

annoia sempre te,

ma cosa

che supera il tempo

e da senso al momento?

 

Tu me ne parli sempre

ed io non so cosa ,

n perch,

sono qui a guardar la pioggia

scorrere su di me.

Ma perch?

 

Piove da un pezzo e si fatto buio,

io devo esistere e tu non sei qui.

Fuori le gocce si stringono e cadono

ed io capisco che sono cos.

Perch

sar concime

dopo la fine, ma tu

mi stringi forte sai

che per noi.

 

Piove cos e le cose finiscono

ed io non posso capire perch,

ma son sicuro che, se esistono,

un senso cՏ, me lhai detto te.

Cos

crescono gli alberi

e sono dei miracoli che

non ho creato io.

 

 

Pascal                                                                           Marzo 2014

 


Potrei stare ancora qui

a guardarti negli occhi

e a ripeterti che

comunque vada

la tua strada

e tante altre cose stupide,

cos stupide e banali

cos convenienti

cos maledettamente

comode e insignificanti.

 

Ma se tu vuoi ascoltarmi,

io ti sono del tutto inutile,

io continuo ad ingannarmi,

sono uguale identico a te,

vorrai perdonarmi se

pregher per te

(e non mi importa niente se

non va pi di moda o non fa per te).

 

Che strana invenzione

la condizione umana che

ti solleva, ti fa sentire sola

e tante altre cose stupende,

cos assurde, eccezionali,

cos sconvolgenti,

cos paradossali che

non dipendono da te.

 

La contemplazione assurda di certo,

la devozione assolutamente irrazionale,

ma se provassi per un momento

a contare le stelle che

sono molto pi di te

 

Nulla si pu misurare,

nulla si pu mantenere,

nulla si pu far durare,

nulla nelle nostre mani,

nulla si pu amministrare,

nulla si pu possedere

 

ma se tu vuoi ascoltarmi,

io ti sono del tutto inutile,

io continuo ad ingannarmi,

sono uguale identico a te,

vorrai perdonarmi se

pregher per te

(e non mi importa niente se

non fa i miracoli che vuoi te).

 

Ricordati Pascal.

 

 

 

Maturit                                                                      Luglio 2014

 


Senza che tu

te ne renda conto

qualcosa piano piano,

qualcosa sta morendo

e forse un melograno,

forse sei tu stesso,

forse dei batteri agli inizi

dell'universo.

 

E potrai pure lasciare

che Facebook ti scompigli le emozioni,

potremo pure continuare

ad accettare i termini e le condizioni:

 

tipo che quando il vento

avr fatto partire

gli ultimi amici

i tuoi occhi da verdi che erano

diventeranno piano

in scala di grigi.

 

Cos non la smettiamo

di dirci nell'orecchio

che si spengano le luci

e le sigarette,

cos non la smettiamo

di ricordarci spesso

che dietro a quelle antenne

tramonta ancora il sole.

 

E quando strappo i fiori

dagli spartitraffico

non ci penso mai

che poco dopo muoiono

e quando te ne vai,

sparisci in dissolvenza,

non ci penso mai

che in fondo un miracolo.

 

E potrai pure lasciare

le nubi a ricoprire l'orizzonte,

potremo ancora parlare

di quello che capiamo a malapena:

 

tipo che quando Settembre

avr gi soffiato via

i tuoi eterni pi feroci,

gli ultimi addii che resteranno

saranno la mancanza

di quello che ti aspetta;

tipo che quando l'ansia solita

ed i sensi di colpa

ti saranno amici,

i tuoi occhi da verdi che erano

ritorneranno piano

in scala di grigi

 

per guardare meglio

i tuoi temporali estivi,

per immedesimarsi ancora

in questi temporali estivi,

in tutti i temporali estivi,

che nessuno ha voluto tranne noi.

 

 

 

Le tue labbra provvisorie                                      Aprile 2015

 


Basta poco per farsi un'idea di te

vedendoti per caso dietro le finestre

e tenersi in testa una forma per

misurare tutte le mie esigenze,

oh forma di un'ombra perfetta

a cui scrivo i biglietti ed i pomeriggi,

le icone, i paesaggi, 

forma che comunque non sei te.

 

Forse ti ricordi ancora

quella volta sulle mura,

credetti alle tue labbra, ma non so

se erano le tue.

Succede ogni cazzo di volta,

la percezione di una promessa,

negli occhi, nei segnali o che ne so,

per non mi basta.

Dici non capisco, davvero,

questo nostro essere umano,

credetti alle tue labbra, ma non so

se erano le tue o no.

 

Insieme a un segnalibro mi hai lasciato

anche il tramonto

e corrono i ragazzi per la via e non ti parlo

e c' profumo di cose che non saranno.

Prendo le distanze che forse ti vedo meglio

o almeno cos mi hanno detto

l'ultima volta che ho toccato il soffitto,

che non era previsto,

l'ultima volta che ti ho visto.

 

che non ci sei,

tu non ci sei,

che non ci sei

e sei ovunque.

 

Lo dico davvero non c',

non c' pi bisogno

per essere te stesso

di cavarti gli occhi

o altre forme di possesso

e prover a distinguere nel caos

gli orari del pullman

o almeno a segnarmi sulla carta

tutti i punti di non ritorno,

dormire sonni tranquilli,

pettinarmi i capelli,

ma le scarpe tornano a slacciarsi,

non so come, arriverai tu

a risvegliarmi

a prendermi a schiaffi

a scrivere piano

fra il derma e il soffitto

del semplice limite

di tutto questo.

 

 

 

 

Nel dubbio (i giorni della merla)                   Gennaio 2015

 


Nei giorni della merla tornavamo a casa e tu

aprivi la tua bocca solo per buttare fuori il fumo

e gli alberi avevano un aspetto strano.

 

Nei giorni della merla i miei problemi erano semplici,

tristezze cos piccole che ti affidavo per intero

e forse anche di pi.

 

Nei giorni della merla mi fidavo delle antenne,

delle staccionate scolorite e anche di te.

 

E adesso che il freddo non se ne andato

ed il tempo non pi assoluto,

gli atomi son fatti di vuoto

ed i nostri corpi incurvano lo spazio,

rischiamo di cadere

nell'abisso, nelle storie,

che continuiamo a raccontare

per provare a determinare

la posizione di un elettrone

o di questo cielo bianco.

 

Nei giorni della merla ti guardavo di nascosto

tracciavo tra le tue lentiggini costellazioni

e scritte sui muri nei bagni della scuola.

 

Nei giorni della merla le mie anafore erano inutili

avevi i tuoi pensieri, non ne parlavi certo a me.

 

Nei giorni della merla mi fidavo delle nuvole,

delle staccionate, ma forse di te no.

 

E adesso che temo che te ne andrai

ed il tempo non pi assoluto,

gli atomi son fatti di vuoto

ed i nostri corpi incurvano lo spazio,

rischiamo di cadere

nell'abisso, nelle storie,

che continuiamo a raccontare

per provare a determinare

la posizione di un elettrone

o di questo cielo bianco

 

che non riusciamo pi a vedere

tra la fine e l'inizio del mese,

che se sapessi cosa cerco

farebbe forse meno freddo,

nel dubbio torno da te.

 

 

Le macchine lontane                                             Ottobre 2014

 


Le sei e mezza e se ho capito bene

non ho combinato nulla,

passo sempre le giornate

a rincorrere le cose che succedono

e mi trovo ammutolito quando poi

spariscono

o cadono per terra come niente

fossero.

 

Le sei e mezza e tu sei

dove caspita sei?

E sul paesaggio-stato danimo

si pu pure sorvolare,

lasciatele alle gru queste nuvole

leggere

lasciatele alle gru queste nuvole

leggere.

 

Le sei e mezza ed io

forse non esisto,

le sei e mezza e ci starebbe bene

uno di quei finali

che esplode tutto quanto

e non ci sono vincitori

che esplode tutto quanto

e non ci sono

vincitori.

 

E suona una campana in lontananza.

CՏ un grande forse fra te e lo spazio aperto

e infinito a tutte le finestre

e si avvicina lora del giudizio

e sono allergico a tutto questo;

le sei e mezza e, fanculo,

io ti aspetto.

E forse mi capiter un giorno di capire

perch la luna mi faceva piangere,

perch non volevo pi dormire

e cosa fosse mai quellinquietudine

che al buio mi portava ad ascoltare

il suono delle macchine lontane,

il suono delle macchine lontane,

il suono delle macchine lontane.

 

Forse tu, forse tu sei

lunica cosa che

che mi trascende,

forse qui tutto niente

tutto un cazzo di film

trasmesso nella mia mente,

posso provare

a sbagliarmi su tutto,

ma non sono ancora capace

dinventarmi un altro.

 

  

Ormai                                                                            Marzo 2014

 


Ormai

tutto passato

nelle pieghe della strada,

nelle pozzanghere accese.

Mi perdonerai,

se ancora passo di qui,

se ancora credo nel cielo

e nei lampioni,

lascia perdere,

inizia a piovere

ormai.

 

Ti chieder di prendere in prestito

unaltra crisi di governo che non capisco,

ti penser talmente forte da farmi male,

ti fermer per caso lungo le scale

e poi

ti lascer andare.

 

Ormai

tu non mi parli pi dei tuoi,

esplodono le ultime catastrofi normali

e si comprano persino i desideri quotidiani,

come quando non passano pi autobus

cos tardi che potrei morire,

immagina il mio necrologio:

compianto da compagni e professori

torniamo a casa a piedi

ormai.

 

Ormai abbiamo imparato a restare in silenzio

e non ci basta nulla che non siano le stelle

una resistenza di vuoto serale,

una lotta di classe adolescenziale,

ormai abbiamo imparato a restare in silenzio

e non ci basta nulla che non siano le stelle

e non ci basta nulla che non siano le stelle

ormai.

 

quasi primavera,

ormai quasi primavera,

ormai quasi primavera,

tu non dormire,

non te ne andare.

 

 

Rosa                                                                             Maggio 2014

 


Dolce rosa della provincia,

ti ricordi qualche anno fa?

Ancora avevi quei capelli lunghi

e primavera scorreva di gi

e dietro alla stazione

mi sorridevi pianissimo,

avevo gli occhi confusi di sempre,

ma unaltra in testa, non te.

 

Dolce rosa della provincia,

il tuo sguardo sa un po di tristezza,

posso chiederti come sei messa?

Posso chiederti una sigaretta?

Ed ogni luce lontana

un po mi parla di te,

ti prego scrivimi un SMS,

ti prego ritorna da me.

 

E sono in tanti ad averti cantata,

che sei la luna lass,

che il pi bel fiore da quelle parti,

mia dolce rosa sei tu.

 

Dolce rosa della provincia,

elettronica interna del cuore,

ti ricordi i binari ed i giorni?

Una forma di assurdo stupore!

Ma Milano era grande,

grande e fredda per te

non so se fosse di spazio o di tempo,

ma il mare ti ha presa con s.

Ora le onde mi bagnano i piedi,

le aiuole sono di pi,

ma il pi bel fiore da quelle parti,

mia dolce rosa eri tu.

 

Che i tuoi sospiri distanti

fanno volare gli aerei

e i tuoi rosari distratti

fanno spuntare i tramonti.

stato come averti intravista

e avere sempre bisogno di te.

 

E sono in tanti ad averti cantata,

che sei la luna lass,

che il pi bel fiore che abbia mai visto,

mia dolce rosa sei tu.

 

E continuo a comporre canzoni di merda

a ripetere forme dinsignificanti

linee del tempo interrotte per sbaglio

da questo incontrarti formale e disperso.

un cortocircuito nelle nostre sinapsi

sognarsi il futuro od immedesimarsi.

La gloria, il rispetto, la stima degli altri,

imporsi il silenzio o lessere s stessi.

una sindrome strana, che, porca puttana,

ritorna ogni volta che passo di qui

e adesso ti giuro se amer mai qualcuno

sar un compromesso, solo un compromesso.

La barca per mare, tu sorridi serena,

la rosa perduta, poi solo il naufragio.

 

 

Le altre stelle     musica anche di Simone Lupi         Agosto 2015

 


Dalle finestre battiti di posate,

tu ci metti le pause

ed io le stronzate.

Agosto era grigio ed io

usavo il passato

per sentirmi in un libro

che non avrei finito.

I cani rimbombano,

nel buio nuvole sparse

e in un metro e mezzo mi lasci

una stella cadente.

 

Ah, mentre lultima onda sinfrange

sullultima spiaggia,

stanotte ho sognato che il mondo finiva

e ho ancora qualche speranza.

Hai un taglio sul volto

e due lacrime addosso,

ti chiedo a che pensi

e anche se non rispondi,

con questo bisogno di tempo

e di adesso,

io abbraccio il tuo polso

e seguo il tuo passo.

 

E cos sono partito,

ti ho portato sul treno,

fammi camminare ancora,

la luce dei lampioni sulla strada,

a intermittenza nei tuoi occhi

chiusi.

E ho perso del tempo a inventarti,

a incendiare i luoghi sacri.

La prima volta che ho visto il tuo volto,

verso la fine del viaggio,

ho pianto,

ho perso.

 

Ah, mentre lultima onda sinfrange

sullultima spiaggia,

stanotte ho sognato che il mondo finiva

e ho ancora qualche speranza.

Hai un taglio sul volto

e due lacrime addosso,

ti chiedo a che pensi

e anche se non rispondi,

con questo bisogno di tempo

e di adesso,

io abbraccio il tuo polso

e seguo il tuo passo.

 

E ho visto qualcosa di grande

e te lo vorrei dire,

ma il silenzio percorre questa cazzo di distanza

che non riesco a capire

e devo ricordarmi di mangiare.

 

 

 

 

Luned                                                                       Febbraio 2016

 


Comunque non mi hai detto

che si andava via di qua

del resto in un secondo

sono a bordo e guardo gi,

ma non c'

l'altra collina,

non c' un gi dove guardare,

non

pi come prima,

non lo so, voglio restare.

 

E niente fusi orari

nel weekend non so che fare,

non mica via Perosi

siamo qui per cominciare, per

vedere se pioviggina

se ci sar qualcosa

sotto a questo sentimento,

un generico ritorno il luned.

 

Comunque nel disastro

c' un secondo in cui ti guardo

e ci sar un motivo, credo

non quello che penso,

sono un po' via di qua,

non me ne andr via di qua.

 

Ma niente

nel buio delle cose,

negli occhi delle altre,

con il bisogno ancora

di respirare forte

per non sentir l'angoscia

in fondo ai capillari,

per non aver paura

di perdere i treni

 

Comunque non mi hai detto

che si andava via di qua.

 

 

 

 

 

 

Ricalcolo                                                                     Maggio 2016

 


Non ricordo pi

il profumo delle tue spalle

quella volta che mi sono accorto

di dov'era casa tua e adesso

fiori sul terrazzo non ci sono pi.

Non vorrei davvero

riempirti sempre di ricordi,

ma era solo per andarsene,

forse era per andarsene,

solamente per andarsene.

 

C' di peggio di certe crostate

e della carta nella plastica

e delle nostre lampadine rotte,

c' di peggio ascoltami,

che tutte queste volte

non contano poi niente

se sono le sette

e la luce fra i palazzi fuori

entra dalle finestre sporche.

 

Come fare a stare senza polvere,

senza dover piangere

tornando sulla tua bicicletta

con appena un po' di grandine,

con appena un po' di grandine,

ma era solo per andarsene.

 

Temo ancora troppo spesso

che non sia dentro le cose

quel principio di ricerca

che risponde alle persone

e soprattutto temo i controllori

in questa notte

di non sentire niente, temo,

di non avere pi domande.

 

Come fare a stare senza polvere,

senza dover piangere

tornando sulla tua bicicletta

con appena un po' di grandine

e le braghe sulla sella bagnata

e in un momento ricordarsi di tutto

e appartenere a tutte queste finestre,

un manifesto, un magrebino che scappa.

e anche se dormi io lo so che aspetti

e mi fa strano ma lo so che aspetti,

e anche se dormi io lo so che aspetti

e non capisco ma lo so che aspetti.

 

 

 

 

Cremini                                                                      Marzo 2016

 


CosՏ che ha mosso nei tuoi occhi

quello sguardo perso?

Sar che oggi dentro la paura

non cՏ nulla di nascosto.

Su questa tratta tu,

proprio adesso.

 

Poi la capiamo,

un solo bacio sulla fronte,

cosa cՏ?,

non guardo pi gli orari

intanto vorrei solo che ci sia

la notte ancora,

qualche parola

e ti sento addormentarti

e un po distratto crollo anchio.

 

Non so

se cammini dove stai camminando,

non so

che direzione stia prendendo

tutto quanto,

ma cՏ qualcosa

che mi fa restare in silenzio.

 

 

 

 

 

 

 

Buco                                                                     Giugno 2016

 


Mi riprendo bene ma cosՏ che importa,

essere al sicuro o vedere che tutto vero?

Quindi ancora esistono

scritte sopra il tavolo

per vedere se cՏ qualcosa che non ho ancora capito,

non ho mai voluto capire

perch non riesci,

perch ti manco

e quale parte di me

cos lontana da te

adesso.

 

Chiedilo al buco dentro,

chiedimi perch un anno

che non faccio ridere

e non mi alzo mai davvero

e se lo faccio poi succede che

mi convinco

che una bugia che il mondo sia a posto,

tutto sommato no,

tutto sommato no.

 

E camminando pianissimo

su quella rete di strade che gira intorno casa nostra

io stanotte ho visto lalba

e non ci ho capito molto,

ma dicevi tu dal fondo

che questo sentirsi stupidi,

disinnamorati di tutto

e nemmeno capaci di piangere

della nostra ipocrisia

solo il rumore del fatto

che nulla poi tutto

e tu mi chiami da dietro i palazzi,

da dietro i solai, da dietro le stanze, i cortili e i corridoi,

mentre gli altri dormono,

gridi il mio nome pianissimo

e dietro ad ogni bugia del mondo

gridi il mio nome pianissimo.

 

 

 

So che se torni                                               Settembre 2016

 


Tu

mi fai sempre perdere

non so nemmeno cosa centri con me,

ma mi basta leggerti

e non trovo pi la strada che

due secondi fa

era chiara dentro di me.

 

Tutti dicono distacco,

ma io mi chiedo cosa stia cambiando

e se vero che si cresce cos perch

sono mesi che mi trovo qui dentro

e ho una paura bastarda e lo sai

e ho una paura bastarda e lo sai.

 

Poi

non so mai cosa giusto fare,

sbaglio i messaggi e sbaglio le scale

e se inciampo ridendo non so

a chi lo devo forse anche a te

un po.

 

che mi fa male tutto

quando il cielo cos bello

che cosa vuoi da me credo che

che ci sia uno sbaglio

e rido a bocca aperta anche se

so che se torni non torni da me.